domenica, 20 marzo 2016, ore 18,00

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gli eventi per presentazioni editoriali

presenta


Un cuore di carta velina
"poesia sinfonica della terza via"

 

di Enzo Samaritani

 

... perciò la chiave di violino è il canto, ovvero il soggetto del pensiero.

La chiave di basso sono le riflessioni o la filosofia che si viene a creare.

 

Ore 18,00 - Per la prima volta nella storia "Poesia Sinfonica del Concerto di Tchaikovsky per pianoforte e orchestrasegue presentazione del libro.

Ore 20,30 - Aperitivo Cena facoltativo al salotto musicale, drink euro 10,00

 

Il Teatro Arciliuto ha il piacere di presentare la seconda opera del suo fondatore Enzo Samaritani.


Come per le nove sinfonie di Beeethoven, nelle quali la melodie

e le armonie nascondono una storia intima e filosofica, lo spirito della "poesia sinfonica" vive la storia all'interno della musicalità della parola e questa viene cadenzata metricamente come una composizione poetica offrendo il tema indicato con la chiave di violino e la riflessione o filosofia con la chiave di basso.

 

Čajkovskij in una lettera a·Sergej Ivanovič Taneev del 14 (26) gennaio 1891: « ...Sono sicuro che nelle mie opere appaio come Dio mi ha fatto e così come sono diventato attraverso l'azione del tempo, della mia nazionalità ed educazione. Non sono mai stato falso con me stesso. Quello che sono, buono o cattivo, lo debbono giudicare gli altri... »

 

Pëtr Il'ič Čajkovskij(Kamsko-Votkinsk7 maggio 1840 - San Pietroburgo6 novembre 1893), è stato un compositorerusso del tardoromanticismo, le cui composizioni sono tra le più note del repertorioclassico. Ha unito nel suo stile caratteristiche della musica tradizionale russa alla prassi musicale classica, in contrasto con la visione estetica del Gruppo dei Cinque, improntata a un maggiore nazionalismo musicale.

Benché di talento musicale precoce, Čajkovskij studiò inizialmente giurisprudenza. Nella Russia dell'epoca, l'istruzione musicale non era regolamentata e le opportunità di studiare musica accademicamente erano limitate. Al sorgere per lui di tali opportunità, abbandonò la carriera di avvocato ed entrò nel neonato Conservatorio di San Pietroburgo. Compiuti gli studi, forgiò un proprio stile musicale russo, consolidando l'uso di convenzioni compositive della musica classica accanto alla musica tradizionale russa, raggiungendo così notorietà internazionale, benché non sempre ben ricevuto dalla critica russa.

Nonostante il successo popolare, la sua vita fu costellata di eventi che lo condussero alla depressione e a una visione fatalista dell'esistenza: in gioventù la morte della madre, il naufragio delle relazioni interpersonali poi e l'inaccettabilità per la società dell'epoca della sua omosessualità contribuirono a questa condizione. La morte è ufficialmente attribuita al colera, ma le sue circostanze sono dibattute; è stato anche ipotizzato il suicidio, per contagio volontario con la malattia o mediante altra forma di avvelenamento.