sabato, 13 giugno, ore 20,30

Aldo_DAngio_13062015

 

Aldo D'Angiò

piano solo


I grandi temi del jazz, della canzone d'autore e della musica da film riletti al pianoforte in chiave improvvisativa.

 

dalle ore 20,30 Aperitivo con buffet facoltativo nel salotto musicale,·
drink Euro 10,00. Si consiglia la prenotazione.


ore 21,30 concerto nella sala teatro, 
Ingresso Intero Euro 15,00 - Ridotto Euro 12,00

(il ridotto è riservato alle persone iscritte alla mailinglist del teatro)

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Note al progetto di PIANO SOLO - ALDO D'ANGIO'

 

Riunire in un unico percorso di ascolto alcuni dei temi più belli e significativi della musica, senza preclusione di generi, cercando di coglierne e renderne pianisticamente l'essenza musicale. E' questa l'idea su cui si basa il mio progetto di piano solo.L'intento di fondo è però più ampio: dare voce in maniera essenziale al bisogno di rimettere al centro del nostro sentire, del nostro comunicare, del nostro vivere la bellezza, la poesia, la creatività artistica.
E' un intento che nasce dalla necessità di contribuire alla valorizzazione di forme di relazione umana come l'attenzione, l'ascolto, il dialogo, la ricerca, le sole che possano favorire un'autentica costruzione dialettica di senso condiviso, che cioè possano semplicemente farci star bene insieme.
La dimensione del piano solo è particolarmente adatta a ciò perché consente di andare dritto al cuore della relazione di senso tra noi e la forma sonora e, mediante essa, tra noi e gli altri e tra noi e noi stessi, creando i presupposti di un'esperienza estetica in cui, nei frangenti più felici, le vibrazioni emotive individuali si tingono di un afflato universale.
In questa prospettiva, l'elaborazione estemporanea dei temi musicali in chiave improvvisativa, che caratterizza il mio personale approccio alla performance pianistica, vuole acquisire il senso di testimonianza viva e diretta del generarsi di nuovo significato nell'incontro tra la forma sonora e il sentire umano e di come tale significato possa a propria volta avere risonanza nel sentire di ciascun ascoltatore generando ulteriori accensioni di senso.
Così, idealmente, il concerto viene ad assumere il valore di esperienza collettiva generatrice di costellazioni di emozioni, forme, significati che vanno ad iscriversi in un percorso sostanziamente conoscitivo.
Perché la musica, l'arte, l'esperienza estetica sono, nella loro manifestazione più profonda, una forma di conoscenza; ed è forse per questo che la musica, la poesia, la bellezza in senso alto sono così importanti per noi: perché ci consentono di metterci in contatto col nostro sentire più profondo e in tal modo di accostarci al senso stesso del nostro essere.
La musica, suonata, ascoltata, creata, vissuta in tutte le sue dimensioni, è portatrice di tutto ciò se solo le si concede lo spazio emotivo, cognitivo, immaginativo che merita. Uno spazio che è tempo, il tempo dell'attenzione, il tempo dell'attesa, il tempo del desiderio.
Bisogna perderci il tempo con la musica per poter ritrovare in essa il proprio sé.La mia personale speranza è che tutto ciò possa tradursi in un'esperienza godibile sia per chi suona che per chi ascolta, perché poi in fondo ciò che conta è trascorrere insieme due ore di buona musica.

 

Aldo D’Angiò, nato a Salerno, vive e lavora a Roma. E' pianista, compositore e formatore musicale. E’ laureato in Discipline Musicali al DAMS di Bologna e ha studiato piano jazz, armonia moderna e improvvisazione al SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC di Roma.
Svolge attività compositiva e concertistica nel campo della musica moderna (jazz-pop-rock) e della musica per immagini. Come pianista è apparso più volte su reti nazionali e satellitari (RAI UNO – Domenica In, RAI Futura).
Ha tenuto concerti da solista (al pianoforte) e in formazioni varie ( con Andy Bartolucci - batteria, Paolo Grillo - contrabbasso, Olga Ivanova Rossini – soprano, ecc.), suonando tra l'altro in locali storici della Capitale (Big Mama, Il Locale, ecc.). Recentemente ha collaborato col batterista e vibrafonista Giampaolo Ascolese, con la soprano Marta Vulpi e col gruppo Isoritmo (Filiberto Palermini, Elio Tatti, Gerardo Iacoucci, Roberto Forlini) nell'ambito di un progetto di rilettura della musica dei Beatles in una chiave di confine tra jazz e classica, esibendosi tra l'altro alla venticinquesima edizione del prestigioso FESTIVAL “DA BACH A BARTOK” che si tiene a Palazzo Monsignani - Sassatelli di Imola.
Ha svolto attività di consulenza musicale e realizzato arrangiamenti e sonorizzazioni per società, enti e organizzazioni quali ENEL, ENAM, MICROMEGAS, MIRAGE, MEDIASET, ecc., collaborando tra l'altro al rifacimento delle musiche per l'edizione italiana di produzioni internazionali (SIMPSON, PASO ADELANTE, TIERRA DE LOBOS, ecc.) in onda su ITALIA UNO e RETE 4 e di vari cortometraggi presentati nella trasmissione CORTO CINQUE (CANALE 5).
Recentemente ha composto con Valerio Gallo Curcio le musiche del documentario in tre Parti “Tibet ed Himalaya – Diari di viaggio” in onda su CANALE 5 e MEDIASET EXTRA.
Insegna pianoforte moderno e improvvisazione in varie scuole musicali di Roma. Ha tenuto corsi di formazione e aggiornamento musicale per docenti della scuola primaria e ha inoltre partecipato, su richiesta di vari istituti scolastici e dell’UNICEF, alla realizzazione di numerosi progetti musicali e multimediali a carattere espressivo-educativo.Attualmente, oltre all'insegnamento e alle collaborazioni in ambito multimediale, è impegnato nell'attività concertistica (piano solo; duo piano e voce; trio piano, contrabbasso e batteria) e in vari progetti di produzione di musica originale.