martedì, 31 marzo, dalle ore 20.30

Lagrandefavola_gennaio2015

 

La grande favola

della lingua italiana

da Federico II° al Novecento

Racconto-Favola di Enzo Samaritani

 

con

Enzo Samaritani, voce e chitarra
Giovanni Samaritani, voce


dalle ore 20,30 Aperitivo con buffet facoltativo nel salotto musicale,·
Drink Euro 10,00. Si consiglia la prenotazione.


ore 21,30 concerto,
Ingresso Intero Euro 12,00
Ingresso Ridotto Euro 10,00
(il ridotto è riservato alle persone iscritte alla NewsLetter del teatro)


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Si ricorda che il numero dei posti è limitato ed è preferibile la prenotazione scrivendo a· Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonando al tel. 06 6879419 o al mobile 333 8568464 (phonecalls & sms)

 

Il programma è un percorso poetico di poesia in musica

della lingua italiana con un pensiero temporale ed evolutivo del linguaggio poetico della nostra stupenda lingua. Senza un programma dettagliato, partendo dalla goliardia delle cadenze latine si passerà per Federico II, Cielo d'Alcamo, Giacomo Pugliese, Ciacco dell'Anguillaia, Francesco D'Assisi, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cecco Angiolieri. Fino ad arrivare al Croce, al Pascoli, al Carducci, a Giacomo Leopardi e tanti altri.

 

Tutte le poesie della nostra letteratura sono state messe in musica da Enzo Samaritani e verranno eseguite cantate a due voci, familiarmente, da padre e figlio.

 

LA GRANDE FAVOLA DELLA LINGUA ITALIANA

è cominciata con l’idea Di Federico II° per un progetto di saggezza culturale, ovvero quello di unire tutta l’Europa in una unica lingua, quella Italiana. Per renderla viva l’Imperatore Federico fondò due nuove Università, una a Palermo ed una a Napoli che ancora porta il suo nome, ne esistevano già due precedenti una a Bologna ed una in Germania ad Heidelberg. Una spina dorsale di evoluzione culturale per tutte le popolazioni sotto le sue direttive. 
Un suo decreto imperiale imponeva l’uso della nuova lingua per tutte le arti, ovvero:”letteratura, filosofia, musica, pittura, scultura, teatro, su tutto il territorio europeo e localmente l’uso delle altre.”
Alla sua morte il seme era gettato ma a poco a poco le lingue locali ripresero le loro radici inserendo nel parlato quel volgare che ne facilitava la comprensione.

Dopo novecento anni nel 1997 quel decreto imperiale ancora in vigore è stato sostituito con la lingua inglese per una necessità di evoluzione tecnologica e attualmente si sta inserendo nella nostra lingua Italiana, con lo stesso motivo politico.
Il progetto “Europa “ però ha inserito nella nostra moneta più piccola, il centesimo, ( in memoria di quel progetto di grande civiltà, ”Castel del Monte“) il simbolo di quel Federico II°…
E’ una bellissima favola raccontata attraverso le maggiori lingue dialettali…
Il “c’era una volta ... inizia da li… e alla fine ...?”

 

ENZO SAMARITANI

Nel cuore di Roma il Teatro Arciliuto tutti i giorni da vita a serate indimenticabili e coinvolgenti: grande perno è Enzo Samaritani - nonché padre e fondatore dell’Arciliuto - poeta, compositore, cantante di una tradizione letteraria preziosa; egli non ha mai abbandonato l’identità di questo teatro, portando avanti una ricerca dedicata alla bellezza insieme a un’appassionata campagna in difesa delle lingue e dei dialetti.

 Enzo Samaritani ha improntato la sua vita alla salvaguardia della nostra identità culturale, lottando contro un’omologazione sempre più diffusa e preoccupante; ha portato avanti con amore e dedizione una ricerca accurata e approfondita affinché le nostre radici culturali e linguistiche non andassero perdute bensì preservate e tutelate. Ha intrapreso numerosi viaggi all’estero divenendo promotore e diffusore della nostra poesia e musica; attento alla bellezza e all'estetica della composizione ha sempre ricercato "la nota naturale corrispondente alla melodia del verso" in difesa dei suoni della lingua italiana, ormai sgretolata in questo periodo di consumismo e di imitazioni culturali. Così la poesia italiana, per la prima volta tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo, suona nel mondo versi cantati di Cielo d'Alcamo, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Foscolo, Pascoli, Leopardi, Belli, Trilussa, oltre alle poesie originali dello stesso Enzo Samaritani.

 Assistere a uno spettacolo di Enzo Samaritani ha in se qualcosa di estremamente magico e prezioso, un evento pregno di significato e sensazioni che condurrà il suo pubblico in un viaggio senza tempo assaporando poesia, musica e storia tra ilarità e buona compagnia.

L’accogliente Salotto Musicale dell’Arciliuto prende vita grazie all’estro di Enzo Samaritani, con un incontro/concerto di grande rarità e bellezza. Il “nostro poeta” con le sue parole, i versi cantati, aneddoti personali e non, ammalierà i suoi uditori conducendoli, attraverso una “lezione” del tutto originale e accattivante, alla riscoperta delle proprie origini culturali e linguistiche facendosi promotore e “istituzione” di riferimento per la diffusione dei valori e delle radici della cultura e della lingua. È così che l’incontro/ascolto di Enzo Samaritani diventa fondamentale e formativo per le giovani generazioni e non solo, in quanto detentore di un bagaglio culturale raro e indispensabile.

 In un momento di così grande confusione, di perdita di valori e smarrimento di un’identità culturale, l’operato di Enzo Samaritani si presenta a Noi come un tesoro inestimabile, come un’arma adatta a combattere per riappropriarci di quanto abbiamo perduto negli anni, di quell’anima, quel calore, magia e musicalità che è propria della nostra lingua e cultura; riscoprire le nostre radici culturali per poter così rigenerarci.