giovedì, 14 maggio, ore 20,30

Pignatiello_2

 

ControRecords presenta


Antonio Pignatiello in

A SUD DI NESSUN NORD

 

Antonio Pignatiello _Voce, chitarre, armonica
Mattia Franceschini _pianoforte e tastiere
Luigi Pistillo _chitarre
Maurizio Perrone _contrabbasso
Gianfilippo Invincibile _batteria

Attesi molti ospiti a sorpresa.

 

dalle ore 20,30 Aperitivo con buffet facoltativo nel salotto musicale,·
drink Euro 10,00. Si consiglia la prenotazione.


ore 21,30 concerto nella sala teatro,·
Ingresso Intero Euro 12,00 - ridotto Euro 10,00

(il ridotto è riservato agli iscritti alla mailinglist del teatro)


Alla NewsLetter del Teatro Arciliuto ci si può iscrivere direttamente dalla home page del·website·del·Teatro oppure dalla pagina·FaceBook
Si ricorda che il numero dei posti è limitato ed è preferibile la prenotazione scrivendo a·    Cette adresse email est protégée contre les robots des spammeurs, vous devez activer Javascript pour la voir. o telefonando al tel. 06 6879419 (dalle ore 16,00 in poi) o al mobile 333 8568464 (phonecall & sms)

 

Esce il secondo album di Antonio Pignatiello dal titolo

" ​A Sud di Nessun Nord" con l'etichetta torinese Controrecords ​, mixato da Taketo Gohara (produttore e ingegnere del suono di Vinicio Capossela)​  ​e con la partecipazione di Marino Severini (THE GANG) e molti altri altri musicisti sparsi lungo la penisola italiana e la Francia.
Le nuove canzoni sono un'opera che ci riporta ad atmosfere messicane intrecciate e mescolate alle melodie del vecchio West alla Morricone e alle milonghe argentine dal suono caldo e vibrante. Poi ci sono le parole e i libri invecchiati, come certe pellicole cinematografiche, e resta la polvere tra New Orleans, il Mexico e l'Arizona. I testi traggono spunto da quel vecchio west americano, da scrittori come H. Charles Bukowski, John Fante, Edgar Lee Masters, Sherwood Anderson, per tornare indietro alle radici greche di Anacreonte e latine di Catullo, al "Mestiere di Vivere" e ai "Dialoghi con Leucò" (da cui traggono spunto due canzoni) di Cesare Pavese.Ne esce un album fatto di canzoni che mirano dritte al cuore, come in un vecchio film di Sergio Leone.
A marzo 2013 esce il suo primo album, Ricomincio da Qui, con l’etichetta discografica torinese Controrecords e a settembre inizia a registrare il secondo lavoro, A Sud di nessun Nord. Il nuovo album, registrato on the road, prende il nome dall’omonimo libro di Henry Charles Bukowski, per commemorare lo scrittore a vent’anni dalla sua scomparsa: «c’è l’America delle strade, dei bar senza neppure l’insegna al neon, delle mense per i poveri, e sono strade polverose, queste, dove quel tanto decantato “Sogno americano” non è mai arrivato».
A marzo 2015 è stato pubblicato A Sud di nessun Nord, album a cui hanno preso parte circa trenta musicisti sparsi tra l’Italia e la Francia, con mixaggio a cura di Taketo Gohara (mago dei suoni e braccio destro di Vinicio Capossela) e mastering di Giovanni Versari (tra i suoi lavori Vinicio Capossela, Franco Battiato, La Crus, Afterhours, Muse).Dodici canzoni on the road con in copertina un'opera inedita dal titolo "Sosta a Sud" (olio su tela 50x50) del pittore Alessandro Quatrale pensata appositamente per questo album.

 


​IL NUOVO ALBUM “on the road” DI ANTONIO PIGNATIELLOUn viaggio musicale iniziato dai paesi dell’Irpinia d’Oriente –  “Paesi che hanno la testa tra le nuvole, che sognano il mare, ma possono solo desiderarlo” – in una casa di campagna avvolta dal silenzio e dal vento.
“Un viaggio sulle montagne, inseguendo il treno delle nuvole lungo i binari della vita, per arrivare ancora più in fondo, fino alla terra del fuoco”.​
Moltissimi musicisti sparsi lungo la penisola e oltre oceano hanno preso parte all’album registrato “on the road” che prenderà il titolo di “A SUD DI NESSUN NORD”, omaggio all’omonimo libro di H. Charles Bukowski a vent’anni esatti dalla sua scomparsa.

Antonio Pignatiello nasce a Lacedonia (Av), a due passi dall’Irpinia d’Oriente, il 9 settembre 1981.Scrittore ed eclettico cantastorie notturno.Dopo aver vissuto la terra d’Irpinia, si trasferisce a Bologna e poi a Roma, dove tuttora scrive, compone e canta.Svariate le collaborazioni con giornali e tv nazionali e locali; cura, inoltre, la regia di videoclip e cortometraggi tra cui Molo 22 con Philippe Leroy e Donato Placido, per poi dedicarsi, totalmente, alla musica e alla poesia: prima c’è la collaborazione mai interrotta con il maestro del free jazz Pasquale Innarella e, nell’ottobre del 2009, l’incontro umano e musicale con il mago dalle cento mani, il pianista Giuliano Valori.Nell’agosto 2010 si aggiudica il premio Miglior Brano Inedito con la canzone Folle al Solarolo Festival.

Info: antoniopignatiello.it


DICONO DI LUI

​Recensioni dell'Album "Ricomincio da Qui"​ ​"Un disco di alta levatura culturale che celain modo neanche troppo misterioso il desiderio dell'autore di trattenere un ricordo che si scioglie in uno sguardo."(P. Rinaldis - Il Fatto Quotidiano)


"Pignatiello, un cantautore dalle radici musicali solide, e dalla vena creativa non banale. “Ricomincio Da Qui” è, dunque, un disco curato come se ne sentono ben pochi in questo periodo, e siamo certi che nel prossimo futuro si ritaglierà uno spazio di primo piano nella scena cantautorale italiana."(S. Esposito - BlogFoolk.com)


“Una meraviglia sonora e poetica che naviga contro ma sulla giusta strada, quella lontana dai rumori d’oggi, un disco che è un capolavoro della riscossa dei nuovi poeti che sono stupendamente sempre fuori moda, ringraziando un qualsiasi Dio.”(M. Sannella – La Scena)


"Insomma, Pignatiello sembra andare in “direzione ostinata e contraria” per dirla con le parole di De André, ma sicuramente ha splendidi compagni di viaggio al suo fianco. “Ricomincio da qui” (Controrecords) è una sorta di romanzo visionario e musicale, non un semplice disco."(S. Castro - Paper Street)


"In “Ricomincio da qui” troverete spunti tratti da Calvino, Pasolini, Pavese, Bukowski, Tabucchi, Fante, Tondelli, e sonorità dal vecchio sapore waitsiano miscelato con un pizzico di Tenco, Ciampi, Conte, De Andrè e un retrogusto che ricorda qualcosa di Gershwin. Un ottimo primo album".(B. De Martino - Storia della musica)


"Dal cinema francese al terremoto dell’Irpinia, una sintesi coinvolgente di umori, stati d’animo velati da una dolce malinconia, concretizzatisi grazie anche al valore aggiunto di un pianista di indiscusso valore qual è Giuliano Valori e ad un grande jazzista italiano qual è Pasquale Innarella. Complimenti ad Antonio, una sorpresa nella sorpresa di essermi sorpreso a cantare l’amaro amore di “Ricomincio da qui".(G. Bianco - SALTinARIA)


"Per poter assorbire totalmente la dimensione artistica nella quale si muove Antonio Pignatiello occorre, innanzitutto, una spiccata predisposizione alla sensibilità culturale. […] fin dal primo apprezzamento l’album Ricomincio da qui solletica un dubbio irrisolvibile, che induce a chiedersi se lo si è scelto oppure, all’inverso, se da esso si è stati scelti; se è la ragione a riconoscerne i meriti o, di contro, se è il cuore a lasciarsi rapire da una fascinazione insondabile".(V. Scola  - Musiczoom)


"Antonio Pignatiello accompagna anime senza fortuna in un viaggio clandestino, nell’attesa del ritorno".(Corriere dell’Irpinia)
"Un disco delicato e malinconico. In fondo Pignatiello è un crooner d'altri tempi".(A. Morel - Allaradio.org)