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Daniela Romacker


E' nata a Mannheim, Germania, da una famiglia di musicisti. Già a cinque anni ha iniziato a suonare il violino ed ha avuto tanti successi in concorsi per giovani. Ha vinto il primo premio nel famoso "Concorso W.A. Mozart" per giovani studenti della sua città e successivamente alla gara di "Jugend musiziert". Dopo la laurea presso l'università di Mannheim ha continuato il suo perfezionamento a New York nella "Manne School of Music" con la grande solista ed insegnante Prof.ssa Nina Beilina. Ha conquistato così un altro diploma di altissimo livello. Nell'ottobre del 2002 ha vinto il primo premio del "Torneo Internazionale di Musica".

Dal 1996 si esibisce al Teatro Musica dell'Arciliuto e con Enzo Samaritani fa concerti per il Dipartimento della Cultura Italiana del Ministero degli Affari Esteri in tutto il mondo.

Tratto dal "Corriere della sera" di Mercoledì 5 marzo 2003

Blu tzigano, il violino di Daniela Romacker.


L'Arciliuto ha inaugurato l'altra sera la nuova stagione secondo la collaudata, e felice, formula di Enzo Samaritani nel coniugare letture di poesia ad esecuzioni musicali e a saggi di farrinata ospitalità. Di scena in questa occasione nel minuscolo teatrino sotteraneo di piazzetta Montevecchio la violinista Daniela Romacker e il pianista Mario Cavaceppi con un programma denominato "Il Violino Blu" e prevalentemente dedicato al romanticismo tzigano.della tecnica virtuosistica all'arco della Romacker fanno fede le sue sicure credenziali artistiche, oltre alla recente affermazione in competizioni internazionali, anche romane. Non vive però sugli allori questa giovane violinistache alterna l'attività concertistica alla didattica, perchè il primario suo interesse è quello di ampliare il ventagliodel suo repertorio, cimentandosi con sperimentazioni ed esperienze musicali nuove. Ora, per esempio, di dedica con notevole entusiamo agli arrangiamenti e alle trascrizioni per duo strumentale delle pagine melodiche più affascinantidell'operetta danubiana, particolarmente di Kalman.
La Romacker l'altra seraha dato rilievo ad alcuni aspettimeno frequentati di questo autore ungherese: non tanto alla notoria propensione al pittoresco e all'enfasi coloristica quanto alle vibrazioni zingaresche sovente legate all'immaginario, svincolato quindi dalla nostalgia di un passato lontano e dalle sollecitazioni d'affetto. Certo, alcuni temiritornano sempre, come il richiamo alle corde romantiche del retaggio tzigano, all'influsso della notte, ai sogni e ai miraggi di felicità. Quasi nel "DNA" della Romacker ci fosse qualche diretta ascendenza magiara, l'altra sera gli spunti dell'arcano, i guizzi del czarda, una certa civetteria dell'esotico sono emersi con spiccata autorevolezza. Assieme all'intesa straordinaria con il pianista Cavaceppi - studiano e suonano entrambi a memoria - hanno fatto spettacolo il gusto dell'immediatezza, lo slancio interpretativo, l'entusiasmo nel "porgere" la musica. In particolare, nella resa espressiva di alcuni fogli dell'album tzigano, tutto un campionario di grande tecnica strumentale è stato sciorinato, con naturalezza e spontaneità istintiva, dalla Romacker, dal picchiettato veloce allo sbalzato capriccioso, dagli arpeggi frenetici a scale e volatine rapidissime. E con la medesima carica espressiva il duo Daniela Romacker - Mario Cavaceppi ha suonato pagine di Dinicu, Lukai ma anche di autori del '900, incluso Armando Trovajoli, nei loro arrangiamenti. Infine una novità assoluta, per restare in argomento tzigano, "La zingara" di Enrico Panza, un arzillo musicista novantenne presente tra il pubblico. Con bis immediato dello stesso pezzo, tra gli applausi scroscianti.

Luigi Bellingardi

Tratto dal "Corriere della sera"

Melodie tzigane per Daniela Romacker.
La violinista tedesca suonerà all'Arciliuto dove ha registrato un nuovo disco.


In piazza di Montevecchio, vicinissima a piazza Navona, si svolgerà anche quest'annosecondo tradizione, la raffinata stagione musicale dell'Arciliuto che sotto la sigla Teatro Musica Poesia ospita eccellenti artisti italianiu e stranieri. "Uno strumento principe dei nostri appuntamenti", spiega Enzo Samaritani, che dell'Arciliuto è l'autentica anima, competente ed appassionato, "sarà il violino. Quando si parla di musica si afferma l'esistenza di un linguaggio universaleche unisce gli esseri umaniin una vibrazione emotiva e essenziale.il canto, le melodie, entrano nella mente e nel cuore, e cancellano le differenze di razza e di ideologia. Ora, la nascita del violino ha portato alla nota più alta percezione sensitiva, che entra nella mente e ci attraversa l'anima come un viatico di salvezza".
Così un ruolo di primo piano nel suggestivo spaziodell'Arciliuto avrà ancora la violinista Daniela Romacker, tedesca di Mannheim, città di grandi musicisti, figlia d'arte (padre e madre misicisti)che ha incontrato a Roma la musica tzigana. A cura dell'Arciliuto è stato ora pubblicato un Compact Disc registrato dal vivo nel locale da Daniela Romacker in collaborazione con il pianista Mario Cavaceppi. Il disco raccoglie Melodie Classiche e Tzigane. "Il mio violino", spiega l'artista, "è stato costruito nel 1994. Questo "unico" violino, da quando io lo suono, mi ha fatto scoprire nuovi colori di suono e profondità che mi hanno ispirato nella scelta di questo tipo di musica, piena di creatività e di libertà". E l'album è davvero un "unico" per la straordinaria bellezza e originalità delle interpretazioni, che esaltano anche una serie di brani tradizionali e di compositori anonimi, melodie dalla Russia, dall'est Europa, dai paesi iberici, dalla Francia, accanto a pezzi come "La Danza dell'Allodola" di Dinicu, la Danza degli Spiriti Beati di Gluck, Méditation da "Thais" di Massenet, "Czardas" di Lakai, Romanza Tzigana di Sacha, "Liebesleid" di Kreisler, "Appassionatamente" di Rulli. Fino al tema de "La Leggenda del Pianista sull'Oceano" di Ennio Morricone e allAve Maria scritta proprio da Samaritani. "Tutti gli Artisti", osserva Samaritani, "per istinto o per ragione sono assetati di conoscenza e per questo diventano i nomadi dell'arte, ma che cosa significa in realtà essera nomadi se non amore per l'Universo? E di "Universo" si occupa Daniela Romacker, capace di ricreare e far rivivvere in modo personalissimo la melodia "nomade" di un Anonimo"

 

Tratto dal "Corriere della sera" di Domenica 3 novembre 2002

Daniela Romacker vince il Torneo Internazionale.


Daniela Romacker, violinista tedesca che vive a Roma, ha vinto in Francia il primo Premio nella decima edizione del Torneo Internazionale di Musica, fondato a Roma nel 1991 dal maestro Luigi Fait: partecipavano in 12 specialità 385 concorrenti di 68 paesi. Daniela Romacker, accompagnata al piano da Mario Cavaceppi, ha eseguito composizioni e arrangiamenti originali di musica tzigana e semiclassica. Ora lo spettacolo, di straordinario virtuosismo, sarà a Roma al treatro L'Arciliuto..